Takahashi Rumiko, Principessa dei Manga
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Maison Ikkoku
Maison Ikkoku Se mai capitaste a Tokyo, cercate sulla cartina della città la stazione di Tokeizaka. Il nome potrebbe non dirvi nulla, ed in effetti è una stazione come molte altre: se vi chiedete come mai dovrebbe interessarvi, provate ad andare in giro lì nei dintorni. Dovreste trovare una salita, e più o meno a metà strada una vecchia casa di legno con l'orologio. Se siete fortunati, vedrete una bella ragazza che spazza placidamente il viottolo d'ingresso con una ramazza di bambù, e magari un grosso cane bianco che ozia nella cuccia lì accanto...
Questa è forse l'immagine più nota del manga che dai suoi fan è definito LA commedia romantica. Maison Ikkoku infatti è stato un grande successo, e uno spaccato ironico di vita vera nel Giappone degli anni '80.

La storia è semplice: Yusaku Godai, studente residente all'Ikkoku-kan, è il bersaglio preferito dei lazzi degli altri inquilini per il suo carattere indeciso ed impacciato. Quando finalmente decide di andarsene, improvvisamente cambia idea... perché al posto del vecchio amministratore, a gestire il condominio arriva una ragazza giovane e carina seguita, ovviamente, dal colpo di fulmine... almeno per lui. ^_^
Scopriamo così che la giovane amministratrice si chiama Kyoko Otonashi, vedova del figlio del proprietario dello stabile (... minuto di attesa per digerire la frase precedente ^_^ ...) e sta cercando di dimenticare il dolore per la perdita del marito, morto dopo pochi mesi di matrimonio, lavorando in quel condominio.
A dire il vero gli inquilini sembrano far conto di abitare in una osteria: la beona signora Ichinose, il misterioso Yotsuya, la disinvolta Akemi non fanno altro che far bisboccia da mattina a sera, tormentando con i loro scherzi sia il loro vicino di stanza sia la nuova amministratrice. Ne vengono fuori una serie di gag e di situazioni paradossali che andranno avanti per più di sei anni (!) durante i quali vedremo il legame tra questi strani esseri e i più "normali" Kyoko e Godai crescere sempre di più. Entreranno in gioco personaggi come Mitaka, il ricco e piacente allenatore di tennis del circolo del quartiere, che non perderà occasione per far la corte alla bella kanrinin (in giapponese vuol dire "amministratore" o "amministratrice": indovinate di chi stiamo parlando? ^_^), la nipote di Kyoko...
Nonostante i protagonisti siano indiscussi, i comprimari non sono affatto meno valutabili, e anzi proprio loro daranno spesso una scossa alla storia. Infatti Godai, e più tardi anche Kyoko, hanno fin troppe remore ad esternare i loro sentimenti, in un senso o nell'altro: ma stavolta la Takahashi non si accontenterà di un finale aperto.

Pubblicato su Big Comic Originals, Maison Ikkoku è la prima storia "adulta" della Takahashi a durare così a lungo. Nonostante alcuni "allungamenti" forzati, non risulta quasi mai noiosa, anche se mancano del tutto la componente fantastica e magica. C'è invece una forte componente onirica: Godai infatti non perde occasione per fantasticare sul suo rapporto con la bella amministratrice, e finisce regolarmente con la testa contro un palo della luce. ^_^;;;
La realizzazione dell'anime non ha avuto molte variazioni rispetto alla storia originale, e ha dato luogo a pochissime censure persino qui in Italia (dove notoriamente si tagliano anche le scritte contenenti degli ideogrammi...) ed è per questo particolarmente godibile soprattutto per l'uso in molti casi delle musiche originali, veramente azzeccate: chi scrive ha provato interesse per il mondo dell'animazione giapponese proprio grazie a Maison Ikkoku, e si augura che abbia lo stesso effetto su molti altri ^_^

Articolo di: Hatanaka

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