Takahashi Rumiko, Principessa dei Manga
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 Takahashi Rumiko



Rumiko 1 Rumiko Takahashi è nata il 10 ottobre 1957 a Niigata, naturalmente in Giappone. Dopo pochi anni si trasferisce a Nakano, per studiare in una scuola esclusivamente femminile, la Nihon Joseidai. In questa città vivrà per alcuni anni in una pensione per studenti che si rivelerà più tardi, come lei stessa ha ammesso, fonte d’ispirazione per uno dei suoi manga più famosi: Maison Ikkoku.

Da sempre appassionata di disegno, durante il secondo anno di liceo decide di partecipare ad un concorso fumettistico, ma il risultato disastroso fa sì che per un po’ di tempo di dedichi solo allo studio. Finiti gli studi liceali, si iscrive all’università di Tokyo e qui riscopre nuovamente la sua passione per il fumetto. Insieme ad un’amica, aspirante fumettista, e affascinata dai disegni di Ryochi Ikegami (Crying Freeman, Sanctuary), si iscrive durante il secondo anno ad un corso serale per autori di manga, il Gekigason Juku di Kazuo Koike (famoso autore dei testi di Crying Freeman). Durante i primi sei mesi del corso impara, grazie ai consigli del maestro, sia a scrivere le storie che a perfezionare il segno.Koike le insegna soprattutto a cercare di caratterizzare al meglio i suoi personaggi, in modo da riuscire a muovere un gran numero di protagonisti senza che la sceneggiatura ne risenta.
Ed è questo che diventerà uno degli incredibili punti di forza dei suoi futuri manga: la capacità di giostrare con un incredibile numero di personaggi e situazioni completamente differenti, senza mai perdere di vista come tutta la storia stia evolvendo.

L’anno dopo, nel 1977, decide di partecipare ad un concorso fumettistico indetto dalla Shogakukan, e si fa notare vincendo uno dei premi riservati alle migliori opere. E’ l’inizio della gloria. Dopo aver debuttato nel luglio 1978 con Kattena Yatsura ("Gente egoista", pubblicata anche sul primo dei Rumic World), si lancia nel 1978 con un progetto ad ampio respiro, pubblicato sulla rivista Shounen Sunday, e intitolato Urusei Yatsura (Lamù qui in Italia).
Il manga ha quasi subito un incredibile successo. La semplicità con cui situazioni al limite dell’assurdo vengono narrate conquista il pubblico, i rapporti tra i numerosi protagonisti e le loro eccezionali caratterizzazioni non mancano di entusiasmare anche i più scettici. Se a tutto questo aggiungiamo l’utilizzo della interessante e vastissima mitologia giapponese all’interno degli episodi o le storie d’amore e di corna (in qualsiasi senso...) che vengono abilmente narrate, allora si può capire come questo manga abbia potuto avere un successo così ampio e indiscutibile. Basta pensare alla fama che ha ottenuto uno dei protagonisti, la splendida Lamù, che inizialmente doveva solo essere una comparsa e invece finisce col diventare essenziale ai fini della storia.
Anche la versione animata si regge su altissimi livelli. La regia di Mamoru Oshii (regista di Ghost in the Shell, tanto per non fare nomi...), il charachter design di Akemi Takada e le storie di Rumiko formano un mix di elevatissimo spessore, e i 216 episodi trasmessi tra ottobre del 1981 e marzo del 1986, oltre a cinque film e molti OAV, ne sono una evidente prova. Comunque, nonostante il meritato trionfo, Rumiko non si ferma, e decide durante la serializzazione di Urusei Yatsura, di iniziare a disegnare altre storie brevi, come la miniserie (5 episodi) Dust Spurt del 1979. Fino al 1984 continua ad alternare il lavoro su Urusei Yatsura con quello su storie brevi, dove può permettersi di uscire dai confini comico/umoristici usuali per addentrarsi in campi fino a quel momento poco battuti da lei e secondo alcuni inadatti al suo stile di disegno.

Rumiko 2 Nascono così storie che abbracciano l’orrore (Yami wo Kakeru Manazashi, Warau Hyoteki) o il mistero (Wasurete Nemure, in italiano "Dimentica e dormi") fino ad arrivare a storie che assomigliano più a puntate di "Ai confini della realtà" (Hono tripper, in italiano "Oltre le fiamme"), dove la sceneggiatura ha un ruolo importante e l’umorismo è lasciato da parte. Tutte queste storie verranno poi raccolte nei tre volumi che compongono le Rumic World. Poco conosciute, ma comunque molto curiose, sono le short stories che la Takahashi disegna per gli Urusei Yatsura Shounen Sunday Graphics, splendidi volumoni colorati dedicati all'anime di Urusei Yatsura e ai suoi film. Ma torniamo al 1980. Mentre Urusei Yatsura continua ad avere successo, La Takahashi decide di pubblicare per la rivista Big Comic Spirits un’altra storia ad ampio respiro: Maison Ikkoku, da noi più nota con il titolo di "Cara dolce Kyoko". Qui non c’è spazio per trovate fantascientifiche, tinte horror o comicità sfrenata, poiché decide di trattare l’argomento principale, l’amore, tenendolo più possibile attaccato alla realtà quotidiana.
A onor del vero all’inizio la serie avrebbe dovuto narrare le disavventure dei protagonisti in maniera comica, ma poi, su stessa ammissione della Takahashi, la storia ha iniziato a prendere una piega nuova, più dolce, dove c’era spazio soprattutto per l’evolversi del rapporto tra i due protagonisti. Nasce così un racconto bellissimo, romantico, e soprattutto possibile. Tutto quello che succede nella Maison Ikkoku può succedere a chiunque (beh, forse se giapponese...), e la storia d’amore tra Godai e Kyoko è una storia d’amore unica per l’intensità con cui è vissuta, soprattutto dal protagonista, ma allo stesso tempo è di tutti, perché i sentimenti che sono abilmente descritti sono quelli della gente comune, gente che non ha mai scordato l’importanza del cuore nei rapporti.

Rumiko 3 Naturalmente anche di questo manga verrà tratta una serie televisiva, di 96 episodi, tra il marzo del 1986 e quello del 1988. Purtroppo a tutto c’è una fine. Nel 1987 si concludono sia Urusei Yatsura, col volume 34, che Maison Ikkoku, col volume 15.
E’ tempo di inventare qualcosa di nuovo. È tempo di Ranma 1/2.
Quando appare per la prima volta Ranma 1/2, molti tra i fan meno accaniti si domandano se potrà essere al livello delle due opere principali conosciute fino a quel momento, ovvero Maison Ikkoku e Urusei Yatsura. Ma i veri fan sanno che Rumiko non può sbagliare. E anche stavolta fa centro.
Pubblicato su Shounen Sunday, la stessa rivista di Urusei Yatsura, Ranma 1/2 conquista ancora una volta i lettori giapponesi, e Rumiko dimostra di sapersi muovere a meraviglia anche con le arti marziali; soprattutto di non aver perso per niente quella vena comica (ma anche romantica) che tanto aveva dato a Urusei Yatsura. Anche la capacità di gestire i personaggi non è diminuita, anzi forse è addirittura migliorata, e così, oltre ai due protagonisti, la gente incomincia ad apprezzare anche i simpaticissimi compagni di avventure.
Naturalmente anche stavolta il passo dalla carta alla TV è cosa fatta. Il successo è assicurato e tre anni di programmazione, dal 1989 al 1992, permettono di vivere le emozionanti storie di Ranma e soci anche in versione animata, con eccezionali doppiatori e musiche sempre all’altezza, come per la già Urusei Yatsura e Maison Ikkoku. Naturalmente alla serie seguono film (tre) e OAV, che varcano ben presto i confini del Giappone e giungono anche in Italia, conquistando un notevole successo, nonostante disdicevoli censure in alcuni dei primi 50 episodi trasmessi in TV. Ranma 1/2 va avanti fino al 1996, per un totale di 38 volumi.

Autografo Rumiko Takahashi Ma durante questi dieci anni la Takahashi non si è fermata, e ha continuato a produrre storie nuove. Nel 1989 ha iniziato la produzione di Ichi pound no fukuin (noto anche in Italia con il titolo in inglese 1 Pound Gospel), storia in tre volumi ambientata nel mondo della boxe. Dello stesso anno è Ningyo no Mori, tre storie imperniate sulle leggendarie sirene che in Italia sono note agli appassionati come la Saga delle Sirene. Le atmosfere macabre e un tratto più violento del solito non fanno altro che consolidare la fama della mangaka, capace di spaziare come nessun altro su svariate tipologie di storie. Nel 1994 è la volta di 1 or W, ambientata nel mondo del kendo (una disciplina marziale giapponese).
Con la fine di Ranma 1/2 e dopo un periodo di riposo con annessa vacanza in Messico (la prima dopo molti anni), Rumiko sforna nel 1996 Inuyasha, dove stavolta a farla da protagonista sono le antiche leggende giapponesi.
Nel 2008 Inuyasha viene portato a termine e, dopo qualche mese di riposo (in cui non mancano come sempre alcune storie brevi) durante i quali Rumiko Takahashi è protagonista sia dei festeggiamenti per il 50mo di Shonen Sunday che soprattutto per i suoi 30 anni di carriera (con una personale itinerante in tutto il Giappone), finalmente ad aprile 2009 vede la luce la sua nuova opera: Kyoukai no Rinne. Protagonista questa volta è una ragazza in grado di vedere gli spiriti che stringe amicizia con un singolare "quasi-shinigami".

(A sinistra: autografo di Rumiko Takahashi)






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